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BiovelocITA,  acceleratore italiano dedicato alle aziende biotech, ha investito 680 mila euro in Amypopharma, spin-off dell’Università di Milano-Bicocca.

L’obiettivo è quello di ricercare nuove cure per il trattamento delle amiloidosi, patologie caratterizzate dall’accumulo di materiale proteico fibrillare all’interno di numerosi organi, che possono causare la malattia dell’alzheimer.

Come ha dichiarato Marco Sardina, Chief Scientific Officer di BiovelocITA la  missione dell’acceleratore è :”quella di creare un ponte che riesca a collegare il mondo della ricerca con quello dell’industria, individuando scoperte promettenti e potenzialmente eccezionali e trasformandole in un concreto progetto industriale. Questo è lo scopo del nostro coinvolgimento in Amypopharma i cui studi, già a livelli molto avanzati, hanno fino ad ora evidenziato importanti potenzialità terapeutiche che andranno ulteriormente consolidate ed ampliate”.

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Salute 4.0: curarsi nell’era digitale, generazioni a confronto”: è il titolo della ricerca che la BNP Paribas Cardif ha deciso di condurre, avvalendosi del centro di ricerca Eumetra MR.

Oggi, medici e specialisti possono contare sulla presenza di importanti tecnologie, che possono supportarli durante le fasi di diagnosi e trattamento delle patologie.

L’intelligenza artificiale, in particolare è in grado di fornire un aiuto fondamentale nella scoperta dei tumori, individuando in pochissimo tempo la presenza di noduli maligni.

Non solo, anche i robot sono in grado di semplificare il lavoro dei chirurghi, effettuando alcune operazioni con la massima precisione.

E’ inoltre interessante, conoscere i servizi tecnologici che secondo quanto rilevato dalla ricerca, gli italiani utilizzerebbero di più sotto forma di app:  la cartella clinica elettronica e la rete di medici specialisti a disposizione in caso di necessità., le applicazioni per monitorare il proprio stato di salute, gli sconti per le cure attraverso una rete di medici specialisti o dentisti convenzionati.

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Gli investimenti per l’innovazione digitale da parte delle imprese italiane sono destinati a crescere: è quanto emerge dalla ricerca condotta dagli Osservatori Digital Transformation Academy e Startup Intelligence.

In base ai dati raccolti, per il 2019 si prevede un aumento del budget ICT del 2,6%. Inoltre, si punterà all’innovazione digitale anche in altri settori aziendali, come la direzione marketing e quella tecnica.

Le aree principali che nello specifico saranno oggetto degli investimenti, sono sei:

  • Digitalizzazione e Dematerializzazione di processi e documenti
  • Business Intelligence e Big Data
  • Consolidamento applicativo, sviluppo e rinnovamento di sistemi gestionali e ERP
  • Sviluppo e Rinnovamento dei sistemi CRM
  • Soluzioni di eCommerce e Mobile Commerce
  • Sistemi di Information Security, Compliance e Risk Management

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50 donne italiane più influenti del mondo tech sono state scelte nell’ambito dell’iniziativa Inspiring Fifty,  ideata da Janneke Niessen e Joelle Frijters.

La finalità del progetto è quello di individuare 50 personalità femminili che rivestono ruoli di rilievo nel settore dell’innovazione, per presentarle come modelli in grado di  inspirare le giovani donne.

Infatti, prossimi due anni, saranno disponibili oltre 135.000 posizioni nell’ICT, per cui risulta necessario attivarsi già da adesso ed illustrare alle nuove generazioni le potenzialità e gli sbocchi lavorativi che sono  presenti in ambito digitale.

Nell’elenco sono stata scelte professioniste molto diverse tra loro: donne imprenditrici, manager d’azienda, docenti universitarie, ricercatrici ed esponenti delle istituzioni.

Si tratta di figure che sono influenti in numerosi campi come per esempio quello dell’ informatica, del digital media, dell’e-commerce,  della robotica, dell’ingegneria dell’elettronica, delle telecomunicazioni, della, bioingegneria,dell’ ingegneria chimica, della medicina e tanti altri ancora.

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All’interno della piattaforma Eppela è partita la sfida per finanziare quattro progetti dedicati al mondo degli animali. Qualora la somma necessaria dovesse essere raggiunta, il portale di crowfunding regalerà un buono utilizzabile in una celebre catena Pet store, pari al 10 per cento del finanziamento ottenuto.

Il primo dei progetti che sono stati scelti è rappresentato da un sito web chiamato Let’s pet, ideato da tre amanti degli amici a quattro zampe di Cuneo, che ha l’obiettivo di trovare una casa ai cuccioli senza dimora e che punta a raccogliere la cifra di 5 mila euro.

Il secondo consiste in un’app per smartphone e tablet denominata Dipty che serve per cercare e trovare gli animali smarriti, attraverso la pubblicazione di foto e appelli all’interno di una grande rete di ricerca. A crearla sono stati due ragazzi, uno di Milano e l’altro di Roma, che necessitano di 3250 euro per sviluppare e promuovere tale strumento.

Gli ultimi due invece prevedono: la ristrutturazione di un gattile educativo proposta dalla Onlus di Moncalvo, che mira a raccogliere 2000 euro; e una colletta online di 1000 euro per operare Nerone, un cane che si trova all’interno del rifugio dell’associazione Quintomondo Animalisti Volontari Onlus, in provincia di Roma, affetto da paralisi della laringe.

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Da qualche tempo, l’innovazione italiana può contare su un investitore d’eccezione: l’attaccante dei biancocelesti Ciro Immobile.

Il calciatore infatti, supporta numerose start-up nazionali, contribuendo in prima persona e promuovendo l’equity crowdfunding a favore di tali realtà.

Tra le imprese a cui Immobile sta dando una mano, si possono citare Moovenda, azienda che si occupa di food delivery; ShapeMe, servizio on-line di massaggi a domicilio; Revoilution, società che produce olio d’oliva calabrese; Inkdome, una piattaforma che permette agli utenti di trovare i migliori tatuatori in circolazione e Vikey , una compagnia che si occupa di affittare case a distanza, grazie all’utilizzo di una sofisticata e complessa tecnologia.

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Analizzare tutti i componenti che sono contenuti all’interno dei cosmetici può essere complicato, per questo è nata EcoBioControl, un’applicazione che consente di conoscere la pericolosità delle sostanze utilizzate.

A crearla è stato il chimico Fabrizio Zago insieme a SkinEco. Utilizzarla è semplicissimo, basta infatti decidere se esaminare un solo ingrediente o l’intera formulazione riportata sull’etichetta dei prodotti, di cui vogliamo avere maggiori informazioni.

Dopo aver selezionato l’opzione scelta, appariranno sullo schermo una serie di pallini che avranno un colore diverso (verde, giallo, rosso o nero) a seconda della compatibilità o della dannosità della sostanza.

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Botchain aka The Dark side of Blockchain“: è il titolo della presentazione dell’esperto di sicurezza Gianluca Pirozzi, discussa in occasione della conferenza EU Cyber Threat Summit 2018 di Dublino.

Durante tale evento, lo specialista ha messo in guardia i presenti dai possibili utilizzi alternativi della Blockchain dei Bitcoin, che potrebbe essere impiegata per gestire una botnet.

Grazie al suo essere decentralizzato, trasparente, sicuro ed immutabile, tale sistema può divenire un prezioso alleato per i criminali, che vogliono portare a termine attività di tipo illegale.

In particolare, Pirozzi ha dichiarato che : I criminali informatici potrebbero abusare del campo” OP_RETURN “di una transazione Bitcoin, per implementare meccanismi di controllo di una malware, impartire comandi ai bot o realizzare vettori di distribuzione di codici malevoli”.

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Si chiama Stethoscope ed è una desktop app per Windows 10 e macOS , che ha come obiettivo la sicurezza informatica.

L’applicazione, ideata dal colosso Netflix esisteva già sotto forma di web app, versione in cui era stata rilasciata lo scorso anno.

La funzione di tale strumento è quello di informare l’utente sullo stato di sicurezza del proprio computer, senza apportare nessuna modifica che non sia consapevolmente decisa dallo stesso.

Come lavora Stethoscope? Tramite l’analisi dettagliata di una serie di misure di sicurezza, i cui risultati sono poi comunicati all’utilizzatore.

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All’università di Pavia da quest’anno, sarà possibile frequentare un nuovo corso di studi: quello di innovazione tecnologica e diritto. Tale iniziativa rappresenta un traguardo importante per l’ateneo pavese, che dimostra così di essere al passo con tempi, promuovendo un’offerta formativa in linea con il mondo del lavoro che cambia, e che offre sbocchi occupazionali nuovi e alternativi.

Gli studenti avranno l’occasione di conoscere le nuove applicazioni tecnologiche di cui ci si può avvalere nell’ambito della professione legale, approfondire il rapporto che intercorre tra tecnologia e diritto, unire teoria e pratica e acquisire consigli pratici sulla gestione della comunicazione nell’ambito dei social media.

Anche altre università stanno cavalcando il trend di offrire percorsi incentrati su Diritto e innovazione digitale. Fra queste la Cattolica di Milano, gli atenei di Udine e Ferrara e l’università Europea di Roma, che forniscono agli iscritti una formazione che prevede l’analisi di casi studio, l’utilizzo di approcci interdisciplinari, l’acquisizione di competenze internazionali e la trattazione di tematiche attuali e originali, sempre relative al mondo della tecnologia e della legge.

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