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Botchain aka The Dark side of Blockchain“: è il titolo della presentazione dell’esperto di sicurezza Gianluca Pirozzi, discussa in occasione della conferenza EU Cyber Threat Summit 2018 di Dublino.

Durante tale evento, lo specialista ha messo in guardia i presenti dai possibili utilizzi alternativi della Blockchain dei Bitcoin, che potrebbe essere impiegata per gestire una botnet.

Grazie al suo essere decentralizzato, trasparente, sicuro ed immutabile, tale sistema può divenire un prezioso alleato per i criminali, che vogliono portare a termine attività di tipo illegale.

In particolare, Pirozzi ha dichiarato che : I criminali informatici potrebbero abusare del campo” OP_RETURN “di una transazione Bitcoin, per implementare meccanismi di controllo di una malware, impartire comandi ai bot o realizzare vettori di distribuzione di codici malevoli”.

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La Botnet Mirai, comparsa per la prima volta nel 2016, ha cambiato obiettivo e punta a colpire webcam, smartwatch, termostati e sensori digitali, in una sola parola : l’internet delle cose.

Essa agisce contaminando i software dei dispositivi con un malware capace di entrare nel network aziendale a cui sono connessi.

Quali sono i motivi di quest’azione?

La finalità perseguita è quella di intasare i siti web con numerose richieste, per renderli fuori uso, causando perdite di milioni di dollari a danno di numerose società.

Cosa possono fare le aziende per difendersi da questa nuova minaccia?

Innanzitutto applicare l’autenticazione a due fattori, procedere ad aggiornare costantemente i sistemi, provvedere a crittografare i dati sensibili posseduti ed impedire l’esportazione da parte degli operatori su device personali.

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