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Google Translate è stato utilizzato per attuare una campagna di phishing, come è stato rilevato dall’esperto di sicurezza informatica Larry Cashdollar, che lavora all’interno del Security Intelligence Response Team dell’azienda Akamai.

Come funziona la truffa? Avvalendosi di Google Translate, gli autori dell’inganno riescono a far apparire la pagina di phishing, come una appartenente al dominio di Google.

Tale risultato è ottenuto traducendo la stessa pagina con il noto tool di Google.

Il tentativo si presta ad essere scoperto facilmente da un utente che accede al browser attraverso sistemi desktop, perchè in tal modo si riesce a visualizzare la barra degli strumenti di Google Translate e ci si può accorgere del tentativo di phishing.

Invece se ci si collega da un dispositivo mobile, la barra non risulta visibile, e si corre così un rischio più alto di cadere vittima della campagna di phishing.

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Where is my train è un’app realizzata in India dalla società  Sigmoid Labs, che di recente è stata comprata da Google.

Con tale strumento, che risulta già utilizzato da più di 10 milioni di viaggiatori, è possibile non solo conoscere l’orario di partenza e di arrivo del treno, ma anche acquistare i biglietti di viaggio.

Inoltre, l’applicativo funziona anche offline e in presenza di una connessione debole.

La cifra esatta pagata da Google non è stata resa nota, ma secondo alcune indiscrezioni sarebbe circa 40.000 dollari.

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Google Street View ampia le proprie funzioni: a breve infatti ci consentirà di conoscere il livello di qualità dell’aria, oltre che visualizzare le strade.

Per farlo, saranno apposti dei sensori adatti a rilevare il grado di inquinamento atmosferico sulle automobili utilizzate per scattare le foto, che entreranno in funzione negli Stati Uniti il prossimo autunno.

Non solo, tra i luoghi scelti per testare il nuovo servizio sono presenti anche altre località come Sidney e Città del Messico, facendo prospettare  la possibilità che in futuro tra le prossime mete venga inserito anche il continente europeo.

Le informazioni rilevate serviranno sia ai cittadini che agli amministratori delle città, dando un supporto importante nella battaglia contro l’inquinamento ambientale.

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Il rilascio di Chrome 69 è avvenuto lo scorso 5 settembre e da allora un interrogativo assilla gli utilizzatori: l’accesso ad un servizio gestito da Google determina l’invio automatico dei dati memorizzati dal browser attivando Sync?

La risposta al quesito è stata fornita da Adrienne Porter Felt, ingegnere e manager di Google, che ha tranquillizzato gli utenti, affermando che la sincronizzazione deve essere attivata in maniera volontaria, effettuando un’azione ulteriore, dopo aver eseguito il log in.

Tuttavia, le critiche che sono state mosse a questa nuova versione del browser sono state numerose, dovute soprattutto alla mancanza di chiarezza e di informazioni relative al suo funzionamento.

A tal proposito,Matthew Green, docente alla Johns Hopkins University, ha accusato Google di aver modificato Sync rendendo il suo sistema molto più complicato e confuso, il che comporta il rischio che i fruitori diffondano i propri dati in modo del tutto inconsapevole.

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