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La cybersecurity delle aziende è stata oggetto dell’annuale report dell’EY Global Information Security Survey , che ha evidenziato quali sono le tecnologie che le imprese adotteranno in tale ambito.

Dai dati raccolti risulta infatti, che tra le innovazioni su cui si tenderà ad investire maggiormente, ci sono l’intelligenza artificiale, l’automazione dei processi robotici e gli analytics.

Inoltre, il  60% delle aziende aumenterà il budget sulla sicurezza informatica del 10%, mentre nell’ultimo triennio ben il 45% delle società italiane ha acquistato beni e servizi per la cybersecurity.

Gli investimenti nazionali complessivi per la sicurezza informatica sono aumentati arrivando alla cifra di 1,5 miliardi, accompagnati, purtroppo, anche da una crescita degli incidenti virtuali, subiti dal 62,5% delle imprese del nostro Paese.

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Il gender gap risulterebbe in aumento, soprattutto nelle professioni in cui è applicata l’intelligenza artificiale: è quanto riportato dalla ricerca realizzata insieme a Linkedin, da parte del World economic forum.

Le donne infatti, rappresentano soltanto il 22% della forza lavoro presente in questo settore, e rivestono posizioni secondarie rispetto ai colleghi uomini, a cui invece sono affidati ruoli di responsabilità e direzione.

Se tale attuale situazione non subirà un’evoluzione, c’è il serio pericolo che l’aumento del gender gap non si arresti, poichè  si procede verso una diffusione dell’Ai all’interno di ambiti ulteriori, come ad esempio quelli del  manufacturing, del networking, dei software, dei servizi It, della sanità e dell’istruzione.

A tal riguardo, Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del World economic forum, ha dichiarato :” E’ essenziale adottare misure proattive a supporto della parità di genere e dell’inclusione sociale e superare le disparità esistenti in nome del benessere economico e sociale”.

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Un codice etico per l’AI è stato pubblicato dall’Europa nei giorni scorsi. Il testo rappresenta una versione base di quello che verrà pubblicato a marzo, in attesa di subire ulteriori modifiche e correzioni.

In particolare, all’interno del codice si pone in rilievo la tematica relativa alla dignità umana. Infatti, il ruolo svolto dall’intelligenza artificiale dovrà rimanere all’interno di limiti ben precisi, senza danneggiare alcun tipo di essere vivente.

Inoltre, è previsto un uso non eccessivo delle tecnologia, al fine di non compromettere l’autonomia umana, e devono essere promosse la diffusione e la spiegazione dei suoi principi di funzionamento, in modo da consentire il suo utilizzo ad ogni individuo interessato.

Il fine perseguito dall’Europa è quello di arrivare a stabilire un codice etico che contenga delle delle norme universali che garantiscano la protezione degli utenti e delle aziende.

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